giovedì 31 dicembre 2009


31 dicembre, 35 gradi. Ho l'abbronzatura dei sandali sui piedi e un nuovo nome.

Mi chiamo Mariam.

Tutta la mia nuova famiglia, a Baguetaba, mi chiama così. Non ci capiamo un granchè, io e la grande famiglia Toumbara. Io parlo il mio francese sgrammaticato, loro un bambara stretto, mischiato all'accento peuhl ereditato dal nonno Chongorobah.

Il mio bambara inizia e finisce con i saluti e qualche frasetta mentre Adama, Hawa e il resto del gineceo Toumbara mi riempiono di parole, mi ridono in faccia, si spiegano a gesti, sorridono e urlano e alla fine mi lasciano lì, con un'espressione a punto di domanda.

Stasera grande festa di capodanno... si sgozza la capra che ho portato in segno di ringraziamento (non è facile scegliere una buona capra, no no) e si mangia tutti insieme, compreso l'imam di famiglia.

Cari cosli, spero stiate passando un fantastico inverno. Buon anno a tutti!

marta o mariam

mali

Kenya!
















































Appena atterrata sono finita in ospedale a Milano! e per fortuna mi hanno dimessa il 24 DICEMBRE, grazie ad una corsa contro il tempo sono riuscita ad arrivare a casa alle 23 del 24! Non si sa ancora cosa ho avuto ma mi avevano messo in isolamento!
HAKUNA MATATA, Silvia


martedì 15 dicembre 2009

A vida na ilha...


Dopo un mese trascorso nella frenetica Maputo, a cercare un equilibrio mai trovato, mi ritrovo catapultata (3 lunghi giorni di viaggio in chapa – in compagnia di svariate caprette e galline – per percorrere circa 800km) sull’isola con un passaggio in aereo (solo 35km!)

Ad accogliermi una comunita di pescatori.

La mia prima impressione é che con il tempo la vita degli abitanti dell’isola sia mutata solo di poco..osservo le palhote..tutti i pasti a base di pesce..presto però mi accorgo che anche qui la modernità e il consumo hanno fatto il loro ingresso. Il peggiore. I soldi guadagnati con la pesca vengono interamente(!) spesi nell’acquisto di alcool!..si beve e si dimentica..ogni giorno passa uguale a se stesso.. In questa routine gli uomini trascorrono il loro tempo a pescare e ubriacarsi (sino a crollare e dormire ovunque si trovino..)..le donne raccolgono mapalo (ostriche in lingua xitswa), lavorano il pesce, preparano i pasti e si occupano dei numerosi figli. Si è madri già a 12 anni. Incredibile ma vero.

La povertá qui non è quella materiale.

E mi chiedo perchè con i soldi che guadagnano (e non sono pochi!) non costruiscono nulla di più “sicuro”, di più “solido” per la loro vita? E ti rispondono: “Ah, isto foi sempre assim!”

Già, perchè cambiare?

Perchè mi è cosi naturale giudicare “sbagliato” il loro stile di vita? Saranno felici?

So solo che dal contatto con questa vita isolana mi ritrovo immersa in un oceano di confusione interiore..

danielita

lunedì 14 dicembre 2009

cartoline da bazaruto, mocambique!


Miei cari,
solo oggi ho scoperto il blog!
piu di un mese sull'isola senza connessione..sono ancora in tempo?
ne approfitto per mostrarvi dove ho vissuto fino a pochi giorni fa..
l'oceano indiano..a 10mt dalla mia casa..una comoda tenda 1.50m x 1.70!..i bambini che raccolgono il "mapalo"(ostriche)

e la lavorazione del pesce appena pescato..
baci a tutti i cosli!
danielita do mocambique

domenica 13 dicembre 2009



Hola compagni Cosli,qui è appena calata la notte e mi sono spostata nella mia camera perchè è arrivata anche l'arietta freddina, sperando di trovare un'ispirazione per continuare a scrivere la mia tesi, ma nada de nada, e visto che Riccardo mi ha dato qualche indicazione per postare sul blog...eccomi qui!Sono in Guatemala e sto passando il mio tempo insieme al piccolo, ma grande, equipo del COBAHUE, Comercializadora Baluarte Huehuetenango, vivo con loro nell'appartamento al piano superiore dell'ufficio e partecipo al frenetico lavoro che stanno affrontando in questi giorni in vista della raccolta e della commercializzazione del caffè per il 2010. Giriamo per la città in moto, anche in tre, e andiamo alle comunità con i pick-up, gli unici mezzi che riescono a salire sulle strade di montagna dove sono le fincas.Mi hanno fatto partecipare anche alla raccolta del caffè, una faticata! Le piantagioni sono sui pendii delle montagne e non è facile muoversi tra le piante del caffè strapiene di chicci e sopratutto portare le bacche raccolte ai beneficiados humedos, dove avviene la prima lavorazione. Huehuetenango è abbastanza caotica, il traffico è come impazzito e i mercati sono pieni di colori, odori, persone e animali, un vero bordello...sono quasi l'unica straniera che si trova in città e i primi giorni mi guardavano manco fossi un'aliena.La situazione che ho trovato e che sto conoscendo in questi giorni non è proprio la stessa che descrivono le tante pubblicazioni che ho consultato prima di partire, ma purtroppo me lo aspettavo, come si dice: Non è tutto oro quello che luccica, e sto cercando un modo di inserire nella mia tesi luci e ombre del progetto nel modo più diplomatico possibile...vedremo cosa uscirà fuori. Spero comunqueun buon lavoro.Un abbraccio a tutti, ci si rivede a Bologna per la laurea...Besos

sabato 12 dicembre 2009

Tucano Alegre

A belli!!!

Sono a Porto Alegre da oramai un mese, é arrivato il momento di scrivere. Chi pensava che i miei ritmi mediterranei sarebbero stati esasperati da questo contatto con il Sud del Brasile aveva ragione.

Il mio rapporto con il tempo é sempre piú complicato, ed é da poco che ho realizzato quanto ne sia giá trascorso.

33 giorni.

Non farò resoconti esaustivi o riassunti estremi. Qualche tuffo sul divano, ogni tanto. Di spazio, al momento, mi sembra ce ne sia abbastanza..

E di voglia da parte mia anche. Non suoni come una sviolinata pop, una frase da Smemoranda o una contraddizione del blog, ma un pó di nostalgia del nostro lato di Atlantico in fondo la sento.


Qui in generale tutto bene, la città è molto interessante, mi trovo bene, dopo vari divani di varie persone ho una casa e dopo molti chilometri a piedi ho una bicicletta. Faccio la ricerca per la tesi, non scrivo la tesi, esco, suonicchio il basso ogni tanto con chi capita, mangio bene, mangio male, parlo portoghese con accento italiano..


L'arrivo é stato un pó strano..

piuttosto rincoglionito dal viaggio Roma-Amsterdam-São Paulo-Porto Alegre non sono stato in grado di capire che la gentilezza del mio vicino di sedile non era del tutto disinteressata.. dopo avermi offerto il biglietto del trenino e avermi dato un pó di indicazioni il baldo giovine mi ha invitato a bere una cosa in ufficio da lui.. son salito e ho scoperto che faceva il selezionatore di modelli.. penso che possiate capire cosa volesse da me..

dopo essermi salvato da questo eccesso di xenofilia, non sapevo se cedere all´incazzatura o al lieve aumento di autostima che i complimenti del mio ammiratore avevano provocato.. in fondo, poco importa chi sia a dirtelo, é tutto piú facile se ti senti muito bonito..

Dell´arrivo mi ha colpito il diluvio innanzitutto, ben lontano dagli stereotipi da cartolina..quella pioggia urbana cosí calda e sporca: mi ha ricordato un pó Roma..

Mi ha impressionato l´aciditá dell'aria del centro, veramente insopportabile, é un odore fra la varichina e le mandorle..

Della qualitá dell´aria, del sistema urbano di trasporti, della quantitá di automobili, dell´assoluto disinteresse a riguardo torneró a parlare piú approfonditamente.

Sono stato subito sopraffatto dalla densitá del centro, dalla quantitá di palazzoni che sembrano ostacolarsi a vicenda, dal numero di appartamenti che questi mostri arrivano a contenere (arriveranno foto e suoni della città): un pò gotham city..

La pressione demografica esercitata sull´area centrale é impressionante, il che la rende una zona piuttosto invivibile, sporca, insicura, il che a sua volta legittima i piani di revitalização del centro della giunta conservatrice al governo da cinque anni. Di questa e dei suoi lati piú meschini riparleremo piú avanti.. meno superficialmente magari.

Ma ciò che più risalta e stride è la quantitá di persone che vivono per strada. In questa ridente capitale gaucha, molte donne e uomini sopravvivono solo separando i rifiuti prodotti dalla cittá e rivendendoli alle cooperative nelle vilas. Anche di loro torneró a parlare. Vederli nella via commerciale affianco a chi fa gli acquisti natalizi sgretola immediatamente tutti i discorsi dei politici locali che vendono l'immagine di una Porto Alegre europea, ordinata e egualitaria.


Un abbraccio a tutti,

che il divano sia con voi


Riccardo

venerdì 11 dicembre 2009

omaggio a sara cingolani


uno dei miei tramonti più belli, tornando a casa, dall'europa all'asia.
un omaggio alla pazienza di sara cingolani, il primo di molti su questo divano (?!?)
un abbraccio amici
manu

lunedì 30 novembre 2009

The Age of Stupid

Ispirata dal caldo irreale e un po' inquietante di stamattina a Bologna...
invito tutti a vedere il bel film "docu-animato"
The Age of Stupid di Franny Armstrong.
Per chi è in città lo si può vedere stasera all'XM24 ore 21

La proiezione è organizzata da Azione Climatica Bologna che organizza anche il viaggio per Copenhagen.
Per tutti gli altri c'è internet (leggi: scarica-e-fai-una-donazione).
Chi volesse tenere una proiezione indipendente può richiedere una copia del film seguendo le indicazioni del sito http://www.ageofstupid.net/
Join NOT STUPID Campain! http://notstupid.org/
E dopo questa scarrellata di link finalmente il trailer del film!
Baci,
Baba


Trailer sottotitolato in italiano: http://vimeo.com/6449822




venerdì 27 novembre 2009

CI SONO ANCHE IO..Paolino ma dove sei finito a vivere?In una casa dei cavalieri dell'ordine di Malta??
Giulius

giovedì 12 novembre 2009

La mia casa maltese




Posted by Picasa
evvaii! che bello sto blog! ma come si fa a mettere la collocazione anche di casa guidicini??non può mancare!

venerdì 30 ottobre 2009

Works of Art #0

Prima proposta della rubrica di arte&co fatta per raccogliere quello che vi capita di vedere/leggere/ascoltare e che avete voglia di condividere e consigliare.

Shepard Fairey - reso noto dall'inflazionatissimo contributo alla campagna elettorale Obama [Hope] - è un artista eccezionale per l'uso raffinato del collage e degli stencil [Arab Woman] e per il rimaneggiamento degli elementi grafici propagandistici.
Il mio preferito.
Enjoy!
Baba

Shepard Fairey from Arkitip, Inc. on Vimeo.

Shepard Fairey paints at Studio No. 2 in Los Angeles

Video by Felipe Lima

Music: 'Everybody's Down' by No Age




Occhio che è sfondato!

Benvenuti nel divano rattoppato...
Inevitabilmente il pensiero va al divano di Casa Lotti, un posto familiare dove ci si siede a raccontare.
Voi però immaginate questo divano trascinato in un punto altro, imprecisato, in cui ci si ritrova tutti, sia chi parte, sia chi resta... Da visitare ogni volta che volete.
Portate quello che vi va!
Racconti, immagini... Tè, caffè, mate...
Vi aspettiamo,
Sara

Dislocation


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