martedì 15 dicembre 2009

A vida na ilha...


Dopo un mese trascorso nella frenetica Maputo, a cercare un equilibrio mai trovato, mi ritrovo catapultata (3 lunghi giorni di viaggio in chapa – in compagnia di svariate caprette e galline – per percorrere circa 800km) sull’isola con un passaggio in aereo (solo 35km!)

Ad accogliermi una comunita di pescatori.

La mia prima impressione é che con il tempo la vita degli abitanti dell’isola sia mutata solo di poco..osservo le palhote..tutti i pasti a base di pesce..presto però mi accorgo che anche qui la modernità e il consumo hanno fatto il loro ingresso. Il peggiore. I soldi guadagnati con la pesca vengono interamente(!) spesi nell’acquisto di alcool!..si beve e si dimentica..ogni giorno passa uguale a se stesso.. In questa routine gli uomini trascorrono il loro tempo a pescare e ubriacarsi (sino a crollare e dormire ovunque si trovino..)..le donne raccolgono mapalo (ostriche in lingua xitswa), lavorano il pesce, preparano i pasti e si occupano dei numerosi figli. Si è madri già a 12 anni. Incredibile ma vero.

La povertá qui non è quella materiale.

E mi chiedo perchè con i soldi che guadagnano (e non sono pochi!) non costruiscono nulla di più “sicuro”, di più “solido” per la loro vita? E ti rispondono: “Ah, isto foi sempre assim!”

Già, perchè cambiare?

Perchè mi è cosi naturale giudicare “sbagliato” il loro stile di vita? Saranno felici?

So solo che dal contatto con questa vita isolana mi ritrovo immersa in un oceano di confusione interiore..

danielita

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