A belli!!!
Sono a Porto Alegre da oramai un mese, é arrivato il momento di scrivere. Chi pensava che i miei ritmi mediterranei sarebbero stati esasperati da questo contatto con il Sud del Brasile aveva ragione.
Il mio rapporto con il tempo é sempre piú complicato, ed é da poco che ho realizzato quanto ne sia giá trascorso.
33 giorni.
Non farò resoconti esaustivi o riassunti estremi. Qualche tuffo sul divano, ogni tanto. Di spazio, al momento, mi sembra ce ne sia abbastanza..
E di voglia da parte mia anche. Non suoni come una sviolinata pop, una frase da Smemoranda o una contraddizione del blog, ma un pó di nostalgia del nostro lato di Atlantico in fondo la sento.
Qui in generale tutto bene, la città è molto interessante, mi trovo bene, dopo vari divani di varie persone ho una casa e dopo molti chilometri a piedi ho una bicicletta. Faccio la ricerca per la tesi, non scrivo la tesi, esco, suonicchio il basso ogni tanto con chi capita, mangio bene, mangio male, parlo portoghese con accento italiano..
L'arrivo é stato un pó strano..
piuttosto rincoglionito dal viaggio Roma-Amsterdam-São Paulo-Porto Alegre non sono stato in grado di capire che la gentilezza del mio vicino di sedile non era del tutto disinteressata.. dopo avermi offerto il biglietto del trenino e avermi dato un pó di indicazioni il baldo giovine mi ha invitato a bere una cosa in ufficio da lui.. son salito e ho scoperto che faceva il selezionatore di modelli.. penso che possiate capire cosa volesse da me..
dopo essermi salvato da questo eccesso di xenofilia, non sapevo se cedere all´incazzatura o al lieve aumento di autostima che i complimenti del mio ammiratore avevano provocato.. in fondo, poco importa chi sia a dirtelo, é tutto piú facile se ti senti muito bonito..
Dell´arrivo mi ha colpito il diluvio innanzitutto, ben lontano dagli stereotipi da cartolina..quella pioggia urbana cosí calda e sporca: mi ha ricordato un pó Roma..
Mi ha impressionato l´aciditá dell'aria del centro, veramente insopportabile, é un odore fra la varichina e le mandorle..
Della qualitá dell´aria, del sistema urbano di trasporti, della quantitá di automobili, dell´assoluto disinteresse a riguardo torneró a parlare piú approfonditamente.
Sono stato subito sopraffatto dalla densitá del centro, dalla quantitá di palazzoni che sembrano ostacolarsi a vicenda, dal numero di appartamenti che questi mostri arrivano a contenere (arriveranno foto e suoni della città): un pò gotham city..
La pressione demografica esercitata sull´area centrale é impressionante, il che la rende una zona piuttosto invivibile, sporca, insicura, il che a sua volta legittima i piani di revitalização del centro della giunta conservatrice al governo da cinque anni. Di questa e dei suoi lati piú meschini riparleremo piú avanti.. meno superficialmente magari.
Ma ciò che più risalta e stride è la quantitá di persone che vivono per strada. In questa ridente capitale gaucha, molte donne e uomini sopravvivono solo separando i rifiuti prodotti dalla cittá e rivendendoli alle cooperative nelle vilas. Anche di loro torneró a parlare. Vederli nella via commerciale affianco a chi fa gli acquisti natalizi sgretola immediatamente tutti i discorsi dei politici locali che vendono l'immagine di una Porto Alegre europea, ordinata e egualitaria.
Un abbraccio a tutti,
che il divano sia con voi
Riccardo